Dinamica delle soluzioni

Non facciamo altro che arrovellarci il cervello alla ricerca di soluzioni. Forse! La realtà è che le soluzioni che cerchiamo non esistono, da qui il ritorno di risultati scadenti o, nei casi peggiori, il mancato approfondimento dell’embrione progettuale.
Ciò, indipendentemente o meno dalla validità del progetto ipotizzato, facciamo affidamento esclusivo all’unico strumento dell’immaginazione che può incidere tanto oppure nulla a seconda dell’impegno, dell’energia che profondiamo o meno. Ci fermiamo alla prima figura, e temiamo la capacità di analisi. Lo riteniamo un esercizio sterile, avendo già elaborato la figura di sintesi o di risultato. Così lasciamo che i progetti si esauriscano già a livello di impianto visivo, che la giovinezza segni il passo in favore della maturità; diventiamo, in conclusione, inconsapevolmente, disponibili a dimenticare il suono della scintilla, dell’emozione che ci fa ringiovanire.
Perché la nostra idea non rimanga astratta e si possa concludere il nostro disegno mentale è necessario elaborare un piano operativo: identificare l’obiettivo e mappare le probabilità di successo anche rispetto al cambiamento degli scenari per strutturare i punti di rottura; allocare i necessari strumenti operativi; definire tempi e costi; identificare il fabbisogno finanziario e la relativa copertura.
Per il resto ci vuole entusiasmo, pazienza e disponibilità al sacrificio.
Occorre inoltre, capacità di confronto, modulazione del proprio carattere, disponibilità a cedere sovranità al fine di favorire il coinvolgimento di terzi.
Qual è quindi il corretto confine tra pensare e fare? E’ opportuno poi parlare di correttezza di confini?
L’articolazione del pensiero costituisce la fase di partenza e come tale è imprescindibile. Uno schema funzionale è poi quello di misurare le potenzialità di efficacia delle idee attraverso i preliminari test di collaudo da verificare in condizioni di normalità e di stress più o meno accentuato in considerazione delle variabili macro che possono influenzare i risultati e le aspettative di remunerazione.
A seguire, occorre dare esecuzione al piano.

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