Per la seconda volta, nella stessa giornata, in occasione di due distinti colloqui telefonici, per edulcorare la singolarità di certi comportamenti, con il mio interlocutore è stato naturale il riferimento alla morale della favola e precisamente: in un caso la favola di “pinocchio” mentre nell’altro la favola “della rana e dello scorpione”.
Le favole hanno tutte una comune radice: quella del disincanto rispetto alla debolezza umana; sono una parodia della mediocrità dell’adulto funzionale a favorire l’inserimento del bambino nella vita sociale; aiutandolo a contestualizzare le diverse situazioni della vita prendendo il buono e mettendo da parte il brutto. Lo scopo didattico è chiaro. Il risultato è però modesto; troppe volte, con abili travestimenti, l’uomo inganna prima se stesso e poi gli altri.
Siamo dinnanzi ad un momento significativo forse probante della nostra vita futura: le elezioni italiane, dopo gli innumerevoli tentativi del politicante di turno di abbellire il passato, fantasticare sul futuro e decontestualizzare il presente.
In questi momenti non è tuttavia mancato l’acume critico di alcuni autori (in parte noti ed in parte meno) che ci hanno consentito di provare un sollievo rispetto alle distonie verbali dei nostri politicanti e delle sovrastrutture che gli fanno da cassa di risonanza.
Se da un lato, la concentrazione del potere (tra cui quello mediatico) converge nella direzione di una logica conservativista, dall’altro lato, negli ultimi anni, grazie al profilarsi di nuovi strumenti di comunicazione, la nostra consapevolezza media è aumentata e ciò ci permette di fare alcune riflessioni più critiche rispetto agli anni passati.
L’uomo lavoratore del passato si identificava con scelte di campo: destra o sinistra; esisteva uno schieramento, un campo di confine e profilavano comunità ben distinte. L’uomo moderno, il giovane attuale, ha una maggiore spendita culturale e padroneggia meglio la comunicazione in una comunità virtuale, melliflua senza sbarramenti ideologici ma in realtà di difficile misurazione.
L’uomo moderno, il giovane attuale, vive una realtà in trasformazione ed in tale contesto, decodifare i messaggi che la natura ci offre, è certamente più complesso che in passato.
Il nostro maggior sapere non trova un valido appoggio, un campo dove atterrare e fiorire.
Nei fatti, nelle parole, dobbiamo trovare la nostra bussola e vivere attivamente senza perdere il nostro coraggio ed il nostro interesse, senza timore di perdere l’orientamento e la nostra dignità. La tentazione di sentirsi occupati (nonostante la povertà dell’offerta), per vivere una realtà sociale in gran parte condizionata dalle regole del passato, rischia di ridurre la nostra capacità di pensiero e di autoemarginarci.
Le soluzioni concrete, sulle quali ragionare per la creazione di nuove forme di capitale di scambio tra imprese e lavoratore, potrebbero essere: i) reddito di base (non è significativo il nome con il quale lo si vuole identificare o strumentalizzare), ii) aumento tasse sopra un certo livello, ivi compreso le rendite finanziarie, iii) rivisitazione della governance aziendale ed enti di controllo e delle relative responsabilità, iv) applicazione obbligatoria l.231 per le imprese, v) miglioramento dei processi digitali e di controllo in campo fiscale, vi) favorire processi di bonifica e di ristrutturazione del patrimonio pubblico italiano, vii) ideare programmi mirati e concreti funzionali all’integrazione virtuosa di nuove culture; viii) partecipazione attiva del cittadino a programmi di solidarietà per maturazione di bonus cultura, formazione, aggregazione, sanità, ix) adeguamento contabilità imprese, con la previsione di regole di misurazione del benessere produttivo associate ai vettori ambientale e sociale, x) contributi per digitalizzazione imprese, e-commerce, economie di scala lato produzione e creazione nuovi mercati.
Test di collaudo della produttività sociale ed ambientale da aversi a cura di enti certificati con collegata liquidazione di ricavi per l’impresa e creazione di nuova forma di capitale: miglioramento del rating aziendale, del benessere collettivo. Partecipazione stato ed istituzioni finanziarie sotto forma rispettivamente di contributi e finanziamenti per lo sviluppo aziendale.