Dove si è nascosto quel senso di ricerca degli altri, dove si è nascosto quel desiderio di conoscenza, dove si è nascosto quell’incosciente subliminale curiosità sull’essere umano che si traduceva nella vicinanza, l’amore per gli altri.
Solo introspezione che spesso ci porta a considerarci vittime per un superficiale senso di appagamento etico / morale: un alibi per l’utilitarismo delle nostre vite.
Quante occasioni perse destinate a disseminare di mine pesanti la nostra memoria in un nefasto amarcord delle nostre emozioni e che per tale motivo sarà poco più che fugace. Con il trascorrere del tempo non avremo certamente corretto le vecchie abitudini.
Una corsa nel tempo e contro il tempo: lo spazio per noi si riduce e per questo siamo sempre più insaziabili, sempre più voraci, più cannibali del nostro tempo . Non c’è spazio per gli altri se non per abitudinarie comparazioni con le loro esperienze da sottoporre ad incantesimi retorici funzionali alla loro vivisezione (questa quantomai critica) per una lettura di rimedio da cui derivare facili conclusioni e pochi insegnamenti o consigli utili.
Riscopriamoci, riprendiamo il sale della nostra umanità: ciò che non si vede ma si sente e da sapore. Senza attendere l’altrui insegnamento. In fondo abbiamo solo voglia di dare ciò che sappiamo fare. Siamo pigri e possiamo emulare qualsiasi esperienza. Per una volta protagonisti in proprio ma anche a beneficio degli altri. Aiutamoci. Potremmo esserci tutti.